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Per classificare i pesci bisogna conoscere i caratteri distintivi.
Specie, unità fondamentale che è denominata in base alla nomenclatura binomia: nome della specie, scritto in latino e in corsivo, seguito dal cognome dello studioso che per primo ha descritto tale specie (es. Sparus auratus L., l’orata. La L. sta per Linneo)
Due o più specie aventi caratteri in comune formano un Genere;
I generi che hanno caratteri in comune costituiscono una Famiglia;
Le famiglie sono raggruppate in Ordini;
Gli ordini in Classi;
Più classi formano il phylum o Tipo;
Il loro insieme costituisce il Regno animale;
I caratteri embriologici (processi che si svolgono nell’embrione o nell’uovo) sono i più importanti, ma ci sono altri caratteri utili per la classificazione e sono:
Simmetria del corpo (simmetria bilaterale: un piano verticale longitudinale divide il corpo dell’animale in metà uguali ed opposte) e la simmetria raggiata
Metamateria: la ripartizione lineare delle parti del corpo
Appendici: parti sporgenti dall’organismo, utili per la locomozione, la riproduzione, ecc.
Scheletro: formazione rigida, composta di vari materiali, interna o esterna presente nella maggior parte dei pesci
Sesso: gli organi di riproduzione possono essere presenti in un solo individuo o sono presenti distintamente femmine e maschili
Larve: sono importanti perché forniscono molte informazioni sulle specie
